La Dritta

La varietà “Dritta” è il Prodotto che dà il nome alla CPT. E’ caratterizzata da una costante produttività e buona resa in termini di olio. A caratterizzarla sono la messa a frutto particolarmente rapida, la presenza di frutti di grandi dimensione e la maturazione precoce di questi ultimi. La bassa resistenza al distacco rende possibile la raccolta meccanica e la costituzione di oliveti intensivi. Dal punto di vista organolettico garantisce oli caratterizzati da un livello medio/intenso di fruttato, amaro e piccante, con sentore prevalente di mandorla fresca e leggere sensazioni di erba/foglia e carciofo. La riconoscibilità dal punto di vista qualitativo rappresenta un suo punto di forza molto importante: La Dritta, assieme alle varietà Toccolana e Leccino, è la cultivar di riferimento nella produzione dell’olio Dop Aprutino Pescarese. Quest’olio è stato il primo in Italia ad aver ottenuto, nel 1996, il riconoscimento europeo della DOP. L’olio DOP Aprutino Pescarese è per l’80% costituito dal monovarietale Dritta e garantisce la tutela della qualità del prodotto. All’interno della DOP Colline Teramane rappresenta il 10%. E’ presente anche all’interno della produzione biologica ma con volumi inferiori. L’alta concentrazione di polifenoli le conferisce proprietà nutraceutiche molto importanti come dimostrano le numerose analisi chimiche e sensoriali effettuate nel tempo dagli enti di ricerca (ex-ARSSA e Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara), dai consorzi e dalla Regione Abruzzo. L’Assam Marche ha individuato, nella sua analisi campionaria, un valore medio di 587,82 mg/kg, un valore minimo di 261 mg/kg e un valore massimo di 1.198 mg/kg, con una deviazione standard di 199,37. I professori Alessandro Grosso e Mauro Marra del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” hanno dimostrato nella loro ricerca il ruolo positivo dei composti fenolici per la salute determinando la lo biodisponibilità (persistenza della molecola o delle forme originate dal suo metabolismo a livello epatico, nel plasma) e successivamente la qualità del ruolo salutistico, nonché i target di azione. I comuni delle Terre Pescaresi in cui si coltiva la Dritta sono: Penne, Collecorvino, Loreto Aprutino, Moscufo, Pianella, Nocciano, Rosciano, Picciano, Elice, Città Sant’Angelo, Catignano. La presenza nella Provincia di Pescara ha radici storiche ed avviene a partire dal Rinascimento, quando ha soppiantato la cultivar Castiglionese che è la piu’ antica in Abruzzo. Il suo successo fu dovuto alla costanza di produzione ed il suo nome è legato proprio ai concetti di affidabilità e costanza di produzione. La notorietà è principalmente limitata ai confini regionali a causa di una prolungata assenza di azioni efficaci di promozione, specialmente in seguito alla riconversione dell’ARSSA Abruzzo che si occupava della ricerca scientifica e della divulgazione e promozione delle tipicità abruzzesi. Grazie alle iniziative della Camera di Commercio di Chieti-Pescara la Dritta si è inserita all’interno del mercato Giapponese. Prevalentemente le esportazioni si concentrano in Canada e Stati Uniti. Al fine di rafforzare il settore è stato costituito il Distretto Agroalimentare di Qualità dell’Olio con capofila il Comune di Pianella. Nella Provincia di Pescara sono presenti 2 milioni e trecentomila piante di ulivo, di cui un milione e ottocentomila sono di Dritta. La resa media è di circa 40 kg per pianta. La produzione media di olio negli ultimi 4 anni è stata di 9.600 tonnellate in Abruzzo. Nella Provincia di Pescara è di 2.496 tonnellate, di cui 1.996,80 tonnellate di monovarietale Dritta. Le aziende produttrici agricole di Dritta sono 8.800. Le aziende con uliveti iscritti alla DOP Aprutino-Pescarese sono n.390, di cui n.4 sono cooperative con almeno n.100 produttori associati. Di conseguenza le aziende iscritte alla DOP sono significative in termini di superficie ulivetata. Le aziende trasformatrici di Dritta sono n.167. La cultivar spicca anche all’interno dell’Associazione Nazionale “Città dell’Olio”. Le Città abruzzesi nelle Terre Pescaresi che ne fanno parte sono: Città Sant’Angelo, Loreto Aprutino, Moscufo, Pianella, Tocco da Casauria. L’Associazione riunisce i Comuni, le Province, le Camere di Commercio, i GAL (Gruppi di Azione Locale) – ai sensi della normativa europea – e i Parchi, siti in territori nei quali si producono oli che documentino adeguata tradizione olivicola connessa a valori di carattere ambientale, storico, culturale e/o rientranti in una Denominazione di Origine. Nello specifico l’Associazione ha tra i suoi compiti principali quello di divulgare la cultura dell’olivo e dell’olio di oliva di qualità; tutelare e promuovere l’ambiente ed il paesaggio olivicolo; diffondere la storia dell’olivicoltura; garantire il consumatore attraverso la valorizzazione delle denominazioni di origine, l’organizzare eventi, l’attuazione di strategie di comunicazione e di marketing mirate alla conoscenza del grande patrimonio olivicolo italiano. Testimonianze riguardo l’importanza della dritta sono presenti anche tra i documenti storici. La sua coltivazione, iniziata in Abruzzo già dal V – IV secolo avanti Cristo, ebbe un notevole sviluppo all’epoca della dominazione romana, grazie anche alle condizioni climatiche favorevoli della zona. Abbiamo testimonianze di questa produzione sia dai testi di Virgilio e Ovidio e di altri scrittori minori, sia dai resti degli antichi trappeti. Durante il periodo imperiale l’olivo e altri prodotti agricoli divennero merce di scambio tra l’Abruzzo e la capitale. Durante le invasioni barbariche e all’inizio del Medioevo la varietà veniva coltivata unicamente per a livello familiare, ma, verso il 1200, nelle abbazie dei frati Benedettini Cisternesi si provvedeva alla selezione e allo sviluppo della sua coltivazione. Durante la dominazione spagnola l’economia e l’agricoltura abruzzese ebbero un periodo di decadenza, ma all’inizio del 1800, con la trasformazione del latifondo feudale in latifondo borghese e con la concessione agli agricoltori delle proprietà ecclesiastiche, l’agricoltura ebbe un nuovo sviluppo, soprattutto con la coltivazione dell’olivo in cui la dritta era la varietà più diffusa. Nell’Area Vestina convivevano due realtà diverse, da una parte le grandi famiglie latifondiste e dall’altra i possessori di piccoli appezzamenti di terreno. Spesso le grandi famiglie possedevano all’interno della città un proprio frantoio. A Penne si ricorda presso Piazza Luca da Penne il Frantoio “D’Alfonso” e

CPT “Dritta delle Terre Pescaresi”

La sede della CPT “Dritta delle Terre Pescaresi” è presso la sede del capofila, Associazione Culturale Pleiadi, in Via della Monache n.4 a Loreto Aprutino. Il GAL “Terre Pescaresi” ha concesso anche per le attività l’utilizzo della Galleria del Gusto “Terre dei Vestini” presso i locali dell’ex-Tribunale a Penne in Largo San Giovanni Battista. La Galleria del Gusto è la terza in Abruzzo dopo quella della “Provincia di Chieti” aperta a Casoli (CH) a Settembre 2008 e delle “Terre Pescaresi” inaugurata a Manoppello (PE) in Agosto 2015. Il progetto nasce in Abruzzo all’interno dei piani di sviluppo locale promossi dai GAL, per creare dei centri di conoscenza sulla cultura del territorio e del cibo. Il Comune di Penne ha raccolto l’invito del GAL Terre Pescaresi a realizzare uno spazio dedicato all’enogastronomia e al territorio in città, all’interno di un edificio di valenza storica ed architettonica. L’intervento è stato finanziato dal GAL Terre Pescaresi all’interno del suo Piano di Sviluppo Locale, PSR Abruzzo 2007-2013, con il cofinanziamento di Fondi della Comunità Europea FEASR.

 

Il tempo che si rinfresca ed il mare che si increspa. Tutto mi dice che l’inverno è arrivato per me e che bisogna, senza indugio, raccogliere le mie olive e offrirne l’olio vergine all’altare del buon Dio.” 
Frédéric Mistral